“Sono un aquilotto nel nido. I miei genitori mi portano da mangiare e intanto mi guardo intorno, vedo gli alberi vicino a me e mi sembra che il mondo sia tutto qui. Non vedo l’ora di crescere per saltare su un altro albero. Poi all’improvviso mi accorgo di saper volare e mi accorgo anche che il mondo è più vasto e allora volo, volo, sempre più in alto, più in alto possibile, vedo uno spazio immenso e qualcuno che vola più in alto di me.
hai tentato, riuscendoci, di farmi fare cose penose, squallide, spiacevoli, cose di cui mi vergogno, mi hai annientato, impedendomi di piangere e vivere pienamente il dolore in momenti in cui le lacrime chiedevano un libero fluire …. Ed io mi punivo, mi schifavo, portando la mia auto-stima allo zero assoluto.
Cara dea fortuna, mi hai dato l’illusione di facili guadagni mi hai fatto toccare con mano somme di denaro importanti con te ho sognato ad occhi aperti, ha finto di colmare miei vuoti interiori fatti di sofferenza vera e tu hai saputo ingannarmi con sottile maestria, solo una come sai fare non per niente ti chiamano dea.
Cara SNAI,
oggi 22 giugno ho deciso di lasciarti, addio. Sei stata per me una cosa che andava e veniva nella mia vita dalla quale però non riuscivo a staccarmi completamente. Mi hai dato la possibilità di fare cose che nella vita quotidiana non faccio, sei stata la mia trasgressione. Lo sai, io sono una persona che accetta quasi tutte le regole della vita. Si ! sei stata la mia trasgressione, ho scoperto che in cinque minuti mi potevi dare quello che il lavoro, in termini economici, mi dava in un mese e questo mi attirava molto verso di te.
... la giornata è iniziata male...umore pessimo...probabilmente è già iniziata da ieri sera...per carità serata piacevolissima, ma l'avevo organizzata per parlare con una persona importante dei miei problemi di lavoro e proprio lui non è venuto...si è ammalato...si si non fate i maliziosi malattia vera...alla fine serata utile per fare un po' di pubbliche relazioni, ma non si è concretizzata in qualcosa di concreto (scusate il gioco di parole...).........
Non voglio affetto,
voglio cacciare da solo nuove emozioni
sempre più forti,
e non ne sono mai sazio.
“… Come in un film rivedo i volti di individui con età e vissuti diversi ma legati da un unico denominatore: gioco compulsivo. A monte famiglie distrutte, lacrime, sofferenza, litigi, speranze, illusioni, attese e poi disattese, debiti (…). Famiglie che sperano di ritrovare un po’ di pace e riavere alla fine un marito, un papà, un figlio o un fratello guariti
“Caro amore mio,
sono 10 anni che ci frequentiamo, ma non posso più avere una relazione con te. Ti ringrazio perché insieme a te ho vissuto giorni di grande passione. Abbiamo condiviso gioie e dolori. Con te mi sento realizzato e importante, solo tu mi capisci e mai potrò dimenticare le emozioni che mi hai donato! Grazie.
Mercoledì scorso Arcangela, una nostra collega senese di Orthos,è stata operata di un complicato e pericoloso intervento al cuore, qui a Milano. E’ arrivata un lunedì di pioggia lasciando a casa i suoi tre bambini e quando la sera è venuta a casa mia, il suo sguardo mi è sembrato già lontano...Ci siamo salutate con un lungo abbraccio silenzioso e mi ha fatto promettere di tenere aggiornati “i nostri ragazzi di Orthos”,
Io, RLB mi descrivo....... “Chi sono? fino a ieri pensavo di conoscermi bene, ma stando in questo luogo di tranquillità, vado scoprendo sempre qualcosa di nuovo. Più va avanti il programma, più scopro di non conoscermi del tutto e di provare sensazioni mai provate.
La sera è arrivata, le luci si accendono,
i bar stanno chiudendo, io sono ancora in strada,
seduto sulla panchina che aspetto.
Piove. Sull’Appennino toscano cade anche la neve. Le gomme della macchina di Vittoria tormentano la stradicciola già disfatta dalla pioggia. Mancano pochi minuti ed eccoci a Noceto. Che emozione! Come in un film rivedo i volti di individui con
età e vissuti diversi ma legati da un unico denominatore: gioco compulsivo.
“Quando giocavo, prima dell’uscita dei numeri, mi paragonavo a Paperon de Paperoni e sognavo di riscuotere i soldi con la carriola, ma la domenica puntualmente tornavo ad aspettare la prossima uscita che non arrivava mai. Fra 3 mesi penso di essere me stesso come lo ero anni fa, con gli stessi interessi e novità giornaliere. A Noceto ho scoperto che si può essere uomini anche avendo qualche colpa e che posso lasciare un pò indietro il mio ego" Franco ci ha lasciato, è ritornato all'eternità. E' con le sue stesse parole che lo ricordiamo, con affetto.
"Potrei liquidare queste due poesie con due parole: pessimismo ed ottimismo, visto che poi l’una è la risposta all’altra in realtà, ma mi fa piacere pensare che potrebbe essere: prima del modulo Orthos e dopo, prima e dopo la cura. Di fatto, iniziammo tutti (o quasi) un po’ stralunati, insicuri e abbattuti...
Ciao prof, il giorno 11 con alessio siamo andati ad orthos per l'incontro mensile: rivedere quei locali e specialmente il salone e' stato emozionante e bello anche se un velo di tristezza e' affiorato in quanto mancavano amici con cui abbiamo vissuto quel periodo che mi ha fatto tornare a gustare la vita.