Pinocchio...
La sera è arrivata, le luci si accendono,
i bar stanno chiudendo, io sono ancora in strada,
seduto sulla panchina che aspetto.
I miei genitori sono via per lavoro.
O tornare a casa solo, o aspettare.
Com’è dura a 10 anni dover aspettare.
Domani non mi fregano vado all’oratorio.
Gli amici sono rari come i soldi,
io non so dove trovarli.
Lo zimbellino è una distesa arida di sentimenti.
Mi muovo lentamente, salto, sono scoordinato,
il mio corpo non mi appartiene.
Qualcuno ha deciso chi sono.
Le bugie sono il mio pane quotidiano.
Non sono allegro, non sono triste,
sono solo un burattino.
Sono alla ricerca di avventure,
di amici, della mia identità.
Sbagliare e chiedere aiuto
sono le mie uniche emozioni.
Mi perdo facilmente con le cattive abitudini.
Non sento, anche se non sono sordo.
Prometto, anche se non mantengo.
Rido, anche se non sono allegro. Chi sono ?
Qualcuno mi chiama : PINOCCHIO….”
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